La buona notizia è che tutelarsi è possibile, e spesso anche più semplice di quanto si pensi. Ma serve un approccio strutturato e consapevole.
Immaginiamo di costruire un castello: non basta posare mattoni a caso, serve un progetto, muri portanti, difese, manutenzione. Con questa idea Global Broker ha costruito negli anni una solida esperienza con una road map chiara, condivisa e messa in pratica con costanza in tutte le fasi del percorso:
- ANALISI (quasi chirurgica) DEL RISCHIO
Si parte da una mappatura attenta: identificare dove, quando, come e con quale probabilità può avvenire un danno — e quanto costerebbe. - PROCESSI SOLIDI E FORMAZIONE
Non basta un manuale in un cassetto: serve che ogni persona sappia esattamente cosa fare, come, e quando fermarsi. Check list, audit, corsi, controllo qualità: diventano armi per prevenire le minacce. - CONTRATTUALISTICA INTELLIGENTE
I contratti diventano scudi: clausole “di limitazione della responsabilità”, “accettazione condizioni d’uso”, disclaimer che riducono l’esposizione in caso di causa. - ASSICURAZIONI SU MISURA
Non serve una polizza che copre tutto (quasi impossibile), ma la polizza giusta per il rischio giusto.
Oggi il mercato offre soluzioni sempre più mirate, capaci di coprire scenari specifici:
- RC GENERALE
Per danni a terzi legati all’attività.
Esempi: un cliente che scivola in negozio o un fornitore coinvolto in un incidente.
- RC PRODOTTO
Un prodotto che ha un difetto può danneggiare persone o cose e generare richieste di risarcimento multimilionarie.
- RC PROFESSIONALE
Errore, omissione o consulenza sbagliata (un ingegnere che sbaglia un calcolo, un consulente che provoca una perdita) possono costare cara.
- CYBER LIABILITY
Attacchi informatici, violazioni di dati personali, malware e frodi.
- RC INQUINAMENTO E AMBIENTALE
Scarichi accidentali, inquinamenti, fuoriuscite.
La chiave, però, non è semplicemente “avere una polizza”, ma avere la polizza giusta! Questo significa valutare i massimali in base al tipo di attività, le franchigie, le esclusioni, e — dettaglio spesso trascurato — la retroattività della copertura.
Una case history di successo
RITIRO PRECAUZIONALE SENZA DISASTRO
Nel 2021 una giovane azienda italiana di food-tech con sede e laboratori nel centro Italia, ha avviato la commercializzazione di un nuovo snack biologico con una certificazione tutta italiana. Dopo pochi mesi, alcuni clienti riportano lievi malori – sintomi passeggeri, ma comunque significativi. Il management decide a quel punto di ritirare il lotto.
Avevano già attiva una polizza RC Prodotto con estensione Ritiro dal Mercato.
RISULTATO:
- Costi logistici rimborsati
- Spese legali e di comunicazione gestite
- Nessuna causa aperta né sinistri in sospeso
- Nessun danno reputazionale grave, grazie al ritiro volontario e comunicato con trasparenza sui principali canali di informazione
MORALE
La copertura giusta – pensata e sottoscritta in anticipo – ha trasformato un potenziale disastro in una dimostrazione di responsabilità e professionalità.
Parola chiave: VERIFICA ANNUALE
Le attività cambiano, i regolamenti evolvono, i mercati globali espongono a nuovi rischi. Rivedi coperture, procedure, contratti: anche un solo check up all’anno può significare un risparmio consistente in futuro!
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PAURA DEL FUTURO ma solo 1 italiano su 5 investe sulla serenità
Pensione, spese mediche, stabilità economica dei figli: queste le maggiori preoccupazioni degli italiani rispetto al futuro evidenziate da una indagine commissionata da Facile.it all’agenzia indipendente di ricerche di marketing mUp Research in occasione del lancio del comparatore dedicato agli investimenti.
Nonostante circa 38 milioni di italiani dichiarino di essere preoccupati, appena il 18% del campione intervistato dichiara di aver investito i propri soldi per far fronte ai timori. L’indagine è stata realizzata fra l’8 ed il 12 maggio 2025 attraverso la somministrazione di n. 1008 interviste ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni rappresentativo della popolazione italiana.
Analizzando le paure finanziarie legate al futuro, al primo posto troviamo quella di avere una pensione bassa, preoccupazione espressa da quasi 6 italiani su 10, con una percentuale che arriva a sfiorare il 70% tra i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 54 anni, seguita da quella relativa alle spese mediche impreviste, segnalata dal 47% degli intervistati, e che arriva al 54% tra gli over 65. Un terzo degli intervistati ha infine dichiarato la propria preoccupazione circa la stabilità economica futura dei propri figli. I più spaventati sono ovviamente i giovani genitori, la cui preoccupazione nella fascia 25-34 anni sfiora il 38%.
L’indagine effettuata da mUp Research evidenzia inoltre spiccate differenze territoriali: al Nord si è preoccupati maggiormente per l’importo della futura pensione, con un picco del 63,5% nel Nord-Ovest, mentre la stabilità economica dei figli preoccupa maggiormente le famiglie del Meridione, area questa dove la percentuale arriva al 37%). Più condiviso invece il timore di dover sostenere spese mediche importanti, anche se meno sentito nel Nord-Est del Paese (42%) grazie probabilmente ad un sistema sanitario nazionale più efficiente.
Timori questi percepiti in maniera differente tra donne e uomini; le prime in particolare hanno più paure finanziarie rispetto agli uomini (94% vs 90%) e temono soprattutto la bassa pensione e le spese mediche. Per contro il campione maschile si dichiara più preoccupato per il futuro economico dei figli.
L’indagine come detto è stata commissionata da Facile.it in occasione del lancio del proprio comparatore dedicato agli investimenti, coerentemente con la propria mission di rendere più facile la vita di ogni giorno confrontando e aiutando l’utente a scegliere la soluzione più adatta ai propri bisogni risparmiando tempo e denaro.
In particolare con il lancio del nuovo comparatore Facile.it si pone il traguardo di supportare le famiglie anche per quanto concerne l’identificazione delle soluzioni più adatte per gestire e valorizzare i propri risparmi, partendo dalle polizze vita rivalutabili, formula di investimento semplice e sicura che non solo garantisce la restituzione del capitale investito a scadenza o in caso di decesso, ma che beneficia anche di un rendimento generato da una gestione separata collegata.
Al riguardo l’indagine commissionata a mUp Research mette tra le altre in evidenza che solo il 19% degli intervistati dichiara di conoscere le polizze vita rivalutabili, ma tra chi le conosce più di una persona su tre le ha sottoscritte.
Tra le caratteristiche più gradite da chi ha scelto questa tipologia di strumento di risparmio emerge per il 38% la garanzia di restituzione del capitale investito, per il 26,5% la possibilità di riscatto anticipato, e per il 25% quella di designare il beneficiario anche al di fuori dell’asse ereditario. Forte apprezzamento anche sul fatto che si tratti di strumenti di risparmio esenti dalla tassa di successione.
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INFORTUNI: le sfide che si nascondono fra le mura domestiche
In quello che consideriamo il posto più sicuro – la casa – e dove spesso proprio per questa convinzione abbassiamo la guardia, si nascondono numerose insidie, come ad esempio una sedia usata come scala, un detersivo a portata di bambino, un tappeto scivoloso.
Ma dove e come avvengono gli infortuni domestici?
La cucina, la più vissuta ed utilizzata, è una delle stanze in cui è più facile farsi male. In questo luogo avviene circa il 40% delle incidenti. I traumi più frequenti sono le ferite da taglio, soprattutto alle mani, le ustioni, le cadute, le intossicazioni da sostanze tossiche, i soffocamenti. Ci si taglia soprattutto con coltelli, o aprendo una scatoletta di latta. Così come l’uso improprio delle sedie come sostitute delle scale per prendere conserve o pentole riposte negli armadi più alti può generare lesioni che vanno dal trauma cranico alla frattura del femore, del coccige, delle vertebre o dei polsi. Analogamente per le sostanze tossiche ingerite, ad esempio bere credendo di rinfrescarsi con acqua mentre in realtà si sta ingerendo una sostanza tossica, o peggio caustica, che è stata travasata in bottiglie o contenitori alimentari.
Se la cucina è il luogo dove è più facile farsi male, un’altra stanza della casa assai insidiosa è il bagno, dove uno degli incidenti più frequenti è la caduta nella doccia o mentre si esce dalla vasca, con la conseguenza di traumi vari tra cui in particolare quello cranico.
Quali sono le persone più colpite?
- Gli anziani: le persone oltre i 65 anni rappresentano la fascia più vulnerabile. Problemi di equilibrio, fragilità ossea e malattie croniche aumentano il rischio di cadute e lesioni gravi. Circa il 60% delle ospedalizzazioni legate agli incidenti domestici, infatti, riguarda gli anziani, soprattutto per fratture del femore;
- I bambini: anche i più piccoli, specialmente se sotto i 5 anni di età, sono spesso vittime di ustioni, ingestioni di oggetti pericolosi o avvelenamenti accidentali, senza dimenticare poi le cadute dei bambini, che sono tra gli infortuni domestici più frequenti.
- Le donne: la motivazione che vede le donne annoverate tra le categorie dei soggetti più colpiti dagli incidenti domestici risiede nel fatto che le stesse trascorrano più tempo nelle abitazioni. Per questo sono spesso vittime di tagli, ustioni o scivolamenti.
A livello psicologico, aspetto di certo non meno importante, gli incidenti possono causare traumi profondi, ansia e stress sia per chi subisce l’evento sia per chi si prende cura delle persone coinvolte. Per queste e tante altre motivazioni, sarebbe bene cercare di incentivare una strategia della prevenzione, per tentare di arginare un fenomeno che in Italia è molto diffuso e destinato a persistere, con una popolazione sempre più anziana.
Ridurre gli incidenti domestici non significa solo prevenire danni fisici, ma anche migliorare la qualità della vita delle persone, ridurre i costi sociali ed economici e promuovere una cultura della sicurezza, soprattutto in supporto alle categorie più vulnerabili.
Un modo per minimizzare i costi che ne possono derivare dal trauma post incidente, è tutelarsi con una polizza ad hoc.
La polizza per gli infortuni domestici protegge infatti da eventuali problemi o incidenti in casa e, naturalmente, anche da eventuali conseguenze finanziarie di un infortunio più o meno grave. Si tratta, quindi, di uno strumento assicurativo molto importante per tutelarsi nella propria casa e affrontare serenamente un incidente, piccolo o grande.
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CONSAP: nel 2024 il Fondo di Garanzia Vittime della Strada ha erogato 278 MLN di euro per 50.000 indennizzi
Il Fondo di Garanzia per le Vittime della strada (FGVS) è stato istituito con legge n. 990 del 1969 ed è operativo dal 12 giugno 1971.
È amministrato dalla Consap con l’assistenza di un apposito Comitato presieduto dal Presidente della Società o, in sua vece, dall’Amministratore Delegato ed è composto da rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Consap, dell’Ivass, delle imprese di assicurazione e dei consumatori.
Il Fondo interviene in caso di incidente stradale causato da:
- veicolo non identificato;
- veicolo non assicurato;
- veicolo posto in circolazione contro la volontà del proprietario;
- veicolo assicurato con impresa posta in liquidazione coatta amministrativa.
In particolare, l’intervento del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è previsto per il risarcimento dei danni alla persona, sia in caso di lesioni che di decesso. Per i danni alle cose, invece, l’intervento del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è previsto solo in caso di lesioni gravi (oltre 9% invalidità) o gravissime/morte.
Inoltre, l’intervento del Fondo è limitato al massimale di legge vigente al momento del sinistro. Per i danni alla persona, il massimale è di 6.450.000 euro per sinistro; per i danni alle cose, il massimale è di 1.300.000 euro per sinistro.
Per ottenere il risarcimento dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, è necessario presentare una domanda entro due anni dall’incidente, in caso di lesioni a persone o cose, o entro dieci anni dall’incidente, in caso di incidente con decesso. La domanda deve essere presentata alla Consap (www.consap.it), che è l’ente gestore del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
La domanda deve essere corredata da una serie di documenti, tra cui:
- copia del verbale dell’autorità intervenuta;
- certificato medico attestante le lesioni subite;
- fatture o ricevute relative alle spese sostenute per la riparazione del veicolo;
- fatture o ricevute relative alle spese sostenute per le cure mediche;
- documentazione relativa al veicolo coinvolto nell’incidente.
Posto che la gestione delle pratiche di risarcimento danni di competenza del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada (FGVS) sono particolarmente complesse, è di norma usuale rivolgersi ad un avvocato esperto o all’Area Legale dell’ Associazione Familiari e Vittime della Strada (www.associazionevittimedellastrada.org) dove è possibile trovare un team di avvocati e professionisti altamente qualificati.
Ecco alcune FAQ:
Tali attività sono a cura di un’impresa designata dall’IVASS.
Per consultare l’elenco delle Imprese designate è presente una apposita pagina dedicata sul sito Consap.
Sul sito Consap, nella pagina “Elenchi imprese” è presente l’elenco delle Imprese Designate competenti in base all’anno e alla regione di accadimento del sinistro.
Il Fondo non risarcisce tale tipologia di danno.
La responsabilità è dell’Ente che ha in gestione la manutenzione della strada.
È necessario presentare apposita richiesta al Centro di Informazione Italiano tramite il portale Consap.
In assenza di gravi lesioni alla persona, per tale tipologia di sinistro, non è previsto alcun risarcimento per il danno a cose. Se in conseguenza del sinistro si individuano gravi lesioni alla persona (Invalidità permanente superiore al 9%) è previsto un risarcimento anche per i danni alle cose con applicazione di una franchigia di euro 500,00.
Il Fondo non risponde per tale tipologia di danno ma è possibile presentare la richiesta all’Ente che ha in gestione la manutenzione della strada.
Il Fondo non risponde per tale tipologia di danno.
Il Fondo non risponde per tale tipologia di danno.
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RAPPORTO ANNUALE ISTAT 2025: crescono gli anziani, calano i bambini
50 anni fa c’erano 9 bambini ogni ultraottantenne, oggi il rapporto è praticamente di uno a uno.
I bambini fino a 14 anni rappresentano solo l’11,9% del totale, in calo rispetto al 2024.
Nel 2024 sono nati 370 mila bambini, con un tasso di fecondità crollato a 1,18 figli per donna, tra i più bassi in Europa. L’età media della popolazione italiana al 1° gennaio 2025 è salita a 46,8 anni, la più alta dell’UE. Per confronto, la media UE è di 44,7 anni, con la Francia a 42,5, Spagna e Germania attorno ai 45.
La popolazione in età lavorativa (15-64 anni) è pari a 37,3 milioni, ossia il 63,4% del totale, in ulteriore diminuzione. Cresce invece l’emigrazione giovanile, in particolare tra i laureati: negli ultimi dieci anni, l’Italia ha perso circa 97 mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni. Questo fenomeno contribuisce al progressivo impoverimento del capitale umano e indebolisce le basi per la crescita economica del Paese. Il saldo migratorio estero è positivo, con 435 mila ingressi nel 2024 e un numero record di nuove cittadinanze, ma non compensa il declino demografico interno.
Secondo le proiezioni demografiche dell’ISTAT, la popolazione residente continuerà a diminuire: da 59 milioni nel 2023 a 58,6 milioni nel 2030, fino a 54,8 milioni nel 2050. Contestualmente, il rapporto tra attivi e non attivi crollerà: da 3 a 2 nel 2023 a 1 a 1 nel 2050. Si prevede che nel 2050 le persone con 65 anni e più rappresenteranno il 34,5% della popolazione, mentre gli ultraottantenni saliranno al 13,6%. I bambini sotto i 14 anni, pur con una fecondità in leggero recupero, potrebbero rappresentare solo l’11,2% del totale, consolidando il quadro di un Paese sempre più vecchio e con crescenti difficoltà generazionali e previdenziali.
Tra le caratteristiche che rendono qualitativamente molto diverse le nuove generazioni di anziani c’è il livello di istruzione: mentre nel 1951 oltre otto anziani su dieci erano privi di titolo di studio questa quota si è drasticamente ridotta al 5,9 per cento, con una differenza ancora marcata tra uomini (3,5 per cento) e donne (7,8 per cento). La maggioranza delle persone con 65 anni e più ha oggi la licenza media (circa 62 per cento), in netto aumento rispetto al 15,7 per cento del 1951.
L’istruzione superiore – oltre la licenza media – ha iniziato a diffondersi in modo più ampio dagli anni Novanta del secolo scorso, fino a raggiungere il 23,3 per cento nel 2021, con livelli più elevati tra gli uomini (26,9 per cento) rispetto alle donne (20,5 per cento). Anche i titoli di studio più alti, inizialmente marginali, hanno registrato un progresso costante: dall’1,1 per cento nel 1951 all’8,8 per cento nel 2021. Tra gli uomini, si è passati dal 2,2 al 10,6 per cento; tra le donne, dallo 0,1 al 7,4 per cento.
Si vive di più ma si riducono gli anni in buona salute: sebbene aumenti la speranza di vita alla nascita, la quota di anni vissuti in buona salute si riduce, soprattutto per le donne. Nel 2025, gli uomini possono aspettarsi di vivere in buona salute 59,8 anni in media, in linea con il 2019. Per le donne, invece, il valore scende a 56,6 anni, il minimo dell’ultimo decennio.
Le condizioni di disabilità interessano 2,9 milioni di persone in Italia nel 2024 (5,0 per cento della popolazione), di cui 1 milione 690 mila donne. La quota più elevata di persone con disabilità si riscontra nelle classi di età più anziane: 6,9 per cento nella classe 65-74 anni e 19,2 per cento tra gli anziani di 75 anni e più.
Il tallone di Achille: i servizi sociali e sanitari: nel 2024 la spesa impegnata dai Comuni per la gestione degli interventi e servizi sociali è ammontata a 10,9 miliardi di euro. Rispetto al 2012 la spesa è aumentata del 27 per cento, ma le risorse destinate al welfare territoriale per gli anziani sono sempre di meno. A fronte di un numero crescente di 65 enni e più, la spesa media per anziano è scesa da 107 a 93 euro annui. Il divario territoriale è ampio e l’accesso ai servizi di cura per gli anziani dipende ancora molto dal luogo in cui si vive: al Nord-est si registra la spesa più alta (174 euro per anziano), mentre al Sud si scende a soli 40 euro.
Infine nel 2024 circa una persona su 10 (9,9 per cento) ha rinunciato a visite o esami specialistici, principalmente a causa delle lunghe liste di attesa (6,8 per cento) e per le difficoltà nel pagare le prestazioni sanitarie (5,3 per cento). La rinuncia alle prestazioni sanitarie è in crescita sia rispetto al 2023 (7,5 per cento), sia rispetto al periodo pre-pandemico (6,3 per cento nel 2019).
In questo scenario, una copertura sanitaria integrativa può fare la differenza, garantendo un sostegno prezioso, facilitando l’accesso a cure tempestive e adeguate, per proteggere il bene più prezioso: la salute.
Non aspettiamo di trovarci in difficoltà per riflettere sulle possibili soluzioni. Valutiamo insieme come tutelarci al meglio!
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