Polizza furto azienda: analisi del rischio e soluzioni su misura

In un contesto economico sempre più competitivo e instabile, tutelare il patrimonio aziendale è una priorità imprescindibile per ogni impresa, indipendentemente dalle sue dimensioni o dal settore di appartenenza.

Tra i rischi più concreti e potenzialmente dannosi vi è quello del furto, che può colpire sia i beni materiali – come macchinari, attrezzature, merci o dispositivi tecnologici – sia elementi immateriali, compromettendo la continuità operativa e la solidità finanziaria dell’azienda. 

La polizza furto rappresenta, in questo scenario, uno strumento di protezione fondamentale: non solo offre un risarcimento economico in caso di danni o perdite, ma garantisce anche maggiore serenità agli imprenditori, permettendo loro di concentrarsi sullo sviluppo del proprio business con maggiore sicurezza.

Negli ultimi anni la protezione contro i furti aziendali ha cominciato a incorporare anche soluzioni tecnologiche e di conseguenza anche le assicurazioni hanno iniziato a riconoscere che l’adozione di sistemi di sicurezza avanzati può ridurre il rischio di furto e quindi abbassare il costo della polizza.

Oggi infatti le polizze furto aziendali stanno evolvendo ulteriormente in uno scenario di risk assesment a tutela dei beni aziendali con misure dedicate su misura per le specifiche esigenze di un’azienda e di un contesto lavorativo.

Le aziende stanno sempre più cercando soluzioni assicurative che proteggano non solo i beni fisici, ma anche le infrastrutture digitali, come i dati aziendali, i software e le informazioni sensibili come dati di clienti, fornitori e credenziali d’accesso.

Cosa può fare un’azienda per tutelarsi dal rischio furto e tutelare i propri beni?

Oggigiorno la sola copertura assicurativa non è sufficiente: la vera forza di un’impresa sta nella sua capacità di prevenire il rischio prima che si trasformi in danno.

Ed è qui che si inserisce il Risk Management, un processo strategico che permette all’azienda di identificare, valutare e mitigare i rischi legati alla propria attività, compresi quelli legati al furto e alle perdite economiche dirette ed indirette che può generare.

In questo contesto un approccio integrato che consideri  sia la sicurezza fisica sia quella digitale con azioni come:

  • Mappatura dei dati sensibili
  • Backup regolari e crittografia
  • Autenticazione a più fattori (MFA)
  • Policy chiare di gestione accessi e dispositivi 

abbinate ad azioni più mirate ad attacchi fisici quali:

  • impianti di videosorveglianza
  • impianti anti-intrusione collegati a centrali operative H24
  • gestione controllata degli accessi e dei flussi merci

permette di prevenire tutti i tipi di rischio: furti fisici e informatici sono infatti spesso collegati: un’intrusione in sede può servire anche per accedere a dispositivi non protetti.

Per questo, un buon piano di risk management integrato – fisico e  digitale – è oggi essenziale.

Una case history di successo

CONTESTO

Hub logistico situato strategicamente tra Lodi e Piacenza, operativo nel settore trasporti e logistica integrata, gestisce merci per conto terzi in settori diversi (elettronica, utensileria, piccoli elettrodomestici). L’area è composta da diversi magazzini con alti volumi di stoccaggio e rotazione merci.

IL SINISTRO

Nel maggio 2023, un gruppo criminale ben organizzato ha violato tre depositi durante la notte, approfittando di un guasto temporaneo all’impianto di sorveglianza di uno dei capannoni. Sono stati sottratti beni per un valore superiore a 220.000 euro, tra cui prodotti ancora non registrati nel sistema (appena scaricati) e altri in attesa di spedizione. Una parte della merce apparteneva a clienti esterni in regime di conto deposito.

INTERVENTO ASSICURATIVO

La polizza studiata da Global Broker includeva:

  • Copertura per merci di terzi in conto deposito
  • Clausola di responsabilità indiretta su beni non di proprietà
  • Estensione alla perdita di profitto da interruzione di servizio
  • Gestione sinistro centralizzata con aggiornamenti per tutti i clienti coinvolti

RISULTATO

In meno di 40 giorni, l’azienda ha ricevuto l’intero importo assicurato. L’efficienza nella gestione del sinistro ha peraltro permesso di salvare la partnership commerciale con i tre clienti più importanti. 

Global Broker offre un servizio di Risk Analysis completo e altamente personalizzato per proteggere l’azienda dai rischi legati al furto. Analizziamo con attenzione la realtà aziendale, valutando il valore dei beni da assicurare, la tipologia di attività svolta, il livello di esposizione al rischio e le eventuali misure di sicurezza già presenti. Sulla base di questa analisi, selezioniamo le soluzioni più adeguate per garantire una copertura su misura, efficace e competitiva.

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NUOVE GENERAZIONI E PREVIDENZA COMPLEMENTARE: storia di un insuccesso

Il quadro, con i dati a fine 2023, presentato dalla Covip sull’adesione dei giovani alla previdenza complementare parla chiaro: la previdenza integrativa, questa sconosciuta.

Le ragioni sono note: la convinzione di avere tempo per pensare alla vecchiaia, altre priorità relativamente ai traguardi da raggiungere (casa, macchina, vacanze), e soprattutto la difficoltà ad accantonare periodicamente una parte anche minima delle proprie entrate, di per sé non eccelse.

A questi elementi si aggiunge poi una limitata conoscenza non solo delle diverse tipologie di strumenti previdenziali a disposizione, ma anche una scarsa preparazione sulle tematiche finanziarie connesse.

I numeri parlano chiaro: considerata la classe di età 25-34, solo il 27,90% della forza lavoro risulta iscritta ad una forma di previdenza complementare, contro il 36,00% della fascia di età 45-54, ed il 45,00% della fascia 55-64. 

Fondi Pensione che specie per i giovani d’oggi, unitamente ai noti benefici fiscali, offrono importanti opportunità pensando al futuro, sia per l’accesso alla pensione pubblica, sia  per uscire prima dal mondo del lavoro.

Con la Manovra 2025 del Governo si è infatti inteso rendere più flessibile l’accesso alla pensione: in pratica sarà possibile lasciare il mondo del lavoro a 64 anni – se si hanno già 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo – cumulando gli importi del fondo complementare. La somma permetterà di raggiungere l’importo richiesto per accedere alla pensione. La novità consiste nel fatto che per raggiungere questo importo potrà essere utilizzata anche la rendita del fondo previdenziale complementare.

Né va dimenticato lo strumento RITA – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – che rappresenta senza dubbio una opportunità strategica per chi vuole anticipare l’uscita dal mondo del lavoro e iniziare a percepire una rendita prima della pensione di vecchiaia.

La RITA è infatti una forma di erogazione anticipata del capitale maturato in un fondo pensione complementare, pensata per accompagnare il lavoratore negli ultimi anni prima della pensione pubblica. Consente di ricevere mensilmente una parte del montante accumulato, trasformandolo in una rendita temporanea fino al momento in cui scatterà la pensione INPS.

COS’È LA RITA

Si tratta della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata e rappresenta senza dubbio un’opportunità strategica per chi vuole anticipare l’uscita dal mondo del lavoro e iniziare a percepire una rendita prima della pensione di vecchiaia.

La RITA è infatti una forma di erogazione anticipata del capitale maturato in un fondo pensione complementare, pensata per accompagnare il lavoratore negli ultimi anni prima della pensione pubblica. Consente di ricevere mensilmente una parte del montante accumulato, trasformandolo in una rendita temporanea fino al momento in cui scatterà la pensione INPS.

Possono accedere alla RITA due categorie principali di persone:

Lavoratori disoccupati

  • Devono aver cessato l’attività lavorativa da almeno 24 mesi;
  • Devono trovarsi a non più di 10 anni dal requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia;
  • Devono aver maturato almeno 5 anni di partecipazione a forme pensionistiche complementari.

Lavoratori ancora in attività

  • Devono trovarsi a meno di 5 anni dalla pensione di vecchiaia;
  • Devono aver maturato almeno 20 anni di contribuzione obbligatoria presso l’INPS o altri enti;
  • Anche in questo caso, sono necessari almeno 5 anni di adesione a un fondo pensione.

Una volta fatta richiesta, la RITA eroga mensilmente una quota del capitale accumulato nel proprio fondo pensione. Il meccanismo è simile a una rendita programmata: la somma ricevuta è proporzionata al capitale disponibile e al numero di mesi mancanti alla pensione, il restante capitale continua a essere investito, con potenziali rendimenti; al raggiungimento della pensione pubblica l’erogazione RITA si interrompe. Insomma uno strumento la RITA che offre molteplici vantaggi:

  • Flessibilità: puoi decidere quanto capitale convertire in rendita e per quanto tempo;
  • Vantaggi fiscali: la tassazione è agevolata, con aliquota tra il 9% e il 15%, in base agli anni di partecipazione;
  • Controllo: rimani titolare del tuo montante, che continua a maturare rendimenti. 

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DUE DRITTE IN VISTA DELL’ESTATE

4 accorgimenti importanti quando ti rimetti in sella

Per evitare brutte sorprese e viaggiare in tutta serenità, ecco gli accorgimenti da tenere sempre a mente quando ti rimetti in moto dopo la pausa invernale.

Aggiorna i dati del contraente o del veicolo

Se durante la pausa invernale hai cambiato residenza, rinnovato la patente o modificato la moto (ad esempio montando accessori o apportando modifiche tecniche), è importante comunicarlo alla compagnia assicurativa. Dati non aggiornati possono influire sulla validità della copertura o sui risarcimenti in caso di sinistro.

Verifica i massimali RC

Dai un’occhiata ai massimali della Responsabilità Civile. Se sono al minimo previsto dalla legge, valuta un aumento: in caso di incidente grave, una copertura più alta può fare la differenza ed evitarti spese impreviste.

Controlla le garanzie accessorie

Furto, incendio, assistenza stradale, tutela legale… sono garanzie spesso trascurate ma molto utili. In estate, con più moto in giro e soste frequenti in luoghi poco custoditi, una copertura furto può essere una scelta saggia.

Leggi bene le clausole di sospensione e riattivazione

Se la tua polizza prevede la sospensione, informati sulle modalità e i tempi di riattivazione. Alcune compagnie richiedono un preavviso o impongono limiti di tempo tra sospensione e riattivazione. Meglio saperlo prima di pianificare un weekend fuori porta.

Una polizza viaggio è il miglior compagno di vacanza

Imprevisti durante un viaggio possono capitare a chiunque: un malessere improvviso in un paese straniero, il bagaglio smarrito all’arrivo, un volo cancellato a poche ore dalla partenza, un familiare che ci costringe a rientrare prima del previsto.

Sono situazioni che nessuno vorrebbe affrontare, ma che diventano molto più semplici se sei protetto da una polizza viaggio ben strutturata.

Perché fare una polizza viaggio?

Tutela economica
Le spese mediche all’estero possono essere altissime, soprattutto fuori dall’Europa. Negli USA, un ricovero può costare decine di migliaia di euro.
Assistenza in italiano, ovunque
Accesso a un call center h24, con supporto in lingua italiana, pronto ad attivare cure, trasporti o rientri.
Rimborso per annullamenti o ritardo
Se un imprevisto ti impedisce di partire (malattia, infortunio, problemi familiari), una buona polizza ti rimborsa i costi già sostenuti.
Copertura del bagaglio
In caso di smarrimento, furto o danneggiamento, avrai un indennizzo immediato.
Assicurazione per responsabilità civile
Ti protegge da danni involontari a persone o cose durante il viaggio.
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Cosa controllare in una polizza viaggio?

Quando scegli una copertura, assicurati che includa:

  • Spese mediche e ricovero (con massimale adeguato al paese di destinazione)
  • Rientro sanitario o rimpatrio con accompagnatore
  • Annullamento e interruzione viaggio
  • Copertura per sport o attività extra (es. sci, escursioni, ecc.)
  • Estensione a tutta la famiglia o ai compagni di viaggio.

💡 Un consiglio

Attiva la polizza prima di partire, meglio ancora al momento della prenotazione, così potrai accedere anche alla copertura per l’annullamento.

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BANCHE E CLIENTI: insoddisfazione, desiderio di innovazione e personalizzazione dei servizi finanziari

A frenare il cambiamento sono la pigrizia ed il timore di sbagliare.

Il 37% del campione esprime il timore di non trovare un’alternativa migliore

Il 36% degli intervistati teme complicazioni o errori durante il passaggio alla nuova Banca.

Il 63% dei clienti pensa che cambiare Banca rappresenti un’operazione complessa e potenzialmente rischiosa.

Resistenza al cambiamento ma al tempo stesso un forte desiderio di innovazione e personalizzazione nell’ambito dei servizi finanziari. Il 26% degli intervistati chiede infatti una maggiore componente tecnologica, mentre più di un terzo dei clienti vorrebbe avere a disposizione un consulente in grado di fornire spiegazioni chiare e attenzione verso le proprie esigenze specifiche.

Un aspetto quest’ultimo già presente in una precedente indagine sul tema “L’educazione finanziaria vista dagli italiani” sempre condotta da Research Dogma per conto della Fondazione Anima, creata dall’omonimo Gruppo dell’asset management, su un campione rappresentativo di oltre 1.000 individui tra i 16 e i 74 anni.

Il 59% degli intervistati dichiara di aver sentito parlare delle iniziative di educazione finanziaria lanciate in Italia negli ultimi anni, e di questi il 79% dichiara di essere disposto a parteciparvi, preferibilmente dal vivo.

In particolare viene dichiarato l’apprezzamento per il confronto in prima persona con gli esperti, meglio se individuale (36% del campione, mentre il 21% preferirebbe incontri di gruppo). 

Tra i temi auspicabilmente da trattare prevalgono quelli della gestione del bilancio familiare (38%), gli investimenti a lungo termine (29%) e la pianificazione pensionistica (28%). Su quest’ultimo aspetto il 72% degli intervistati riconosce l’importanza di investire per crearsene una.

Dalla ricerca condotta dalla Fondazione Anima in collaborazione con Research Dogma emergono però anche alcune contraddizioni: 

  • il 69% del campione si considera competente nella gestione del proprio denaro
  • solo il 27% segue abitualmente notizie di informazione finanziaria.
  • la motivazione, addotta dal 49% del campione, è che viene utilizzato un linguaggio poco chiaro.

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