Assicurazioni vita: i prodotti di investimento di ramo I e V legati a gestioni separate

Quando si affronta la tematica degli investimenti – anche in ambito liquidità aziendale –  tramite prodotti di natura assicurativa si parla spesso di polizze rivalutabili di ramo I e V legate a Gestioni Separate. Cosa sono nella realtà queste Gestioni Separate e che differenza c’è tra queste e gli usuali investimenti di natura finanziaria? Cosa significa gestione “liability driven” posta in atto dalle Compagnie di Assicurazione? Quale è l’impatto della volatilità dei mercati sul risultato di periodo delle Gestioni Separate?

La Gestione Separata è un portafoglio di investimenti gestito separatamente dagli altri attivi detenuti dall’impresa di assicurazioni, in funzione del cui rendimento si valutano le prestazioni dei contratti ad esso collegati. Gli investimenti assegnati a una Gestione Separata sono quindi di proprietà dell’impresa, ma sono mantenuti distinti e sono gestiti separatamente dalle altre attività dell’impresa stessa.
Il risultato finanziario, costituito dai proventi di competenza conseguiti da tale portafoglio separato, determina il rendimento in base al quale sono rivalutate le prestazioni delle polizze collegate.

Il successo dei prodotti collegati alle Gestioni Separate è stato in passato dovuto essenzialmente a tre fattori:

 

  • garanzie di rendimento minimo incorporate nelle polizze,
  • metodologia di calcolo dei rendimenti,
  • sistema di vigilanza prudenziale sugli investimenti delle compagnie, che ha garantito nel tempo ampia diversificazione dei portafogli ed esposizione contenuta alle ricorrenti crisi finanziarie.

 

Se il primo di tali fattori è profondamente cambiato negli ultimi anni (le garanzie di rendimento minimo annuale si sono gradualmente attestate sullo 0% in sostituzione delle quali sono stati introdotti meccanismi di garanzia ad evento – es. in caso di decesso – ed a scadenze prefissate), la metodologia di calcolo dei rendimenti rimane una caratteristica tipica delle imprese di assicurazioni, con tutta una serie di indubbi vantaggi specie in taluni momenti di andamento dei tassi di interesse nei mercati finanziari.

 

 

Per meglio comprendere tali affermazioni, va innanzitutto segnalato che il tasso di rendimento di una Gestione Separata, relativo al periodo di osservazione specificato nel relativo regolamento, è determinato rapportando il risultato finanziario della predetta Gestione Separata alla giacenza media delle attività della gestione stessa. Il risultato finanziario è costituito dai proventi finanziari di competenza conseguiti dalla gestione stessa, dagli utili realizzati e dalle perdite sofferte nel periodo di osservazione.
Con due caratteristiche fondamentali:

 

  • le plusvalenze e le minusvalenze vengono prese in considerazione, nel calcolo del risultato finanziario, solo se effettivamente realizzate nel periodo di osservazione;
  • gli utili e le perdite da realizzo sono determinati con riferimento al valore di iscrizione delle corrispondenti attività nel libro mastro della Gestione Separata. Il valore di iscrizione nel libro mastro è pari al prezzo di acquisto.

 

Il risultato finanziario è calcolato al netto delle spese effettivamente sostenute per l’acquisto e la vendita delle attività, per l’attività di verifica contabile ed al lordo delle ritenute fiscali. Il rendimento della Gestione Separata beneficia altresì di eventuali utili derivanti dalla retrocessione di commissioni o di altri proventi ricevuti dalla compagnia in virtù di accordi con soggetti terzi e riconducibili al patrimonio della gestione.
La giacenza media delle attività della Gestione Separata è pari alla somma delle giacenze medie nel periodo di osservazione dei depositi in numerario, degli investimenti e di ogni altra attività della Gestione Separata.
La Gestione Separata è sottoposta a certificazione da parte di una società di revisione iscritta all’albo di cui all’art. 161 del D.Lgs. n. 58 del 24 febbraio 1998 e successive modificazioni, la quale ne attesta la rispondenza al relativo regolamento. Distintamente per ciascun contratto collegato alla Gestione Separata, la modalità di determinazione della rivalutazione annuale viene descritta nella clausola di rivalutazione, parte integrante delle Condizioni di Assicurazione del contratto.
Alla luce di quanto detto, per la particolare metodologia di calcolo, il rendimento delle Gestioni Separate può differire in modo significativo dal rendimento di un portafoglio calcolato in base ai prezzi di mercato.
Inoltre, nel risparmio gestito, in caso di performance inadeguate una società di gestione subisce una perdita per le minori commissioni prelevate e per l’eventuale danno reputazionale che può portare a minore raccolta futura; non risponde però in modo diretto con il proprio patrimonio.
Nel comparto assicurativo invece, nel caso di rendimenti insufficienti rispetto alla garanzia ad evento od a scadenze prefissate, o nel caso di perdita di valore degli attivi al di sotto del valore prudenzialmente stimato degli impegni (le c.d. riserve matematiche), le compagnie rispondono dal punto di vista patrimoniale in modo diretto.
Per quanto concerne il processo di investimento e riservazione tipico della compagnia, dal lato dell’attivo la liquidità derivante dall’incasso dei premi è investita in attività finanziarie, mentre dal lato del passivo l’emissione di polizze pone in essere impegni (le citate riserve matematiche) in base alla durata e caratteristiche dei contratti, presenza di garanzie ed eventuali opzioni.
Per tale motivo la gestione finanziaria attuata dalle compagnie nell’ambito delle Gestioni Separate è da sempre “liability driven”, orientata cioè più alla stabilizzazione che alla massimizzazione dei rendimenti. Lo stile di gestione adottato individua i titoli guardando agli aspetti di solidità dell’emittente, privilegiando la stabilità del flusso cedolare nel tempo ed il contenimento dei rischi finanziari anche attraverso una attenta diversificazione del portafoglio.

 

La Gestione separata investe usualmente e prevalentemente in titoli Governativi e Sovranazionali, titoli emessi o garantiti da Stati e/o Agenzie Governative, titoli governativi di emittenti nazionali ed esteri con elevato rating (investment grade) emessi da emittenti di Paesi membri dell’Unione Europea o appartenenti all’OCSE. Nel complesso gli investimenti vengono fatti in strumenti finanziari appartenenti a mercati regolamentati, regolarmente riconosciuti e regolarmente funzionanti.
Altro punto importante da evidenziare è l’impatto della volatilità dei mercati sul risultato di periodo delle Gestioni Separate, impatto che viene attenuato proprio grazie al particolare metodo di calcolo del rendimento: in presenza di variazioni permanenti nelle condizioni finanziarie le Gestioni Separate tendono infatti ad adeguarsi con gradualità al nuovo assetto dei mercati, esibendo andamenti smussati, privi delle usuali punte positive o negative proprie di altri prodotti finanziari.
Logica vuole quindi che i prodotti vita di investimento di ramo I legati a Gestioni Separate massimizzano il loro appeal specie nei momenti di discesa o di permanenza di bassi tassi di interesse sul mercato in considerazione ad esempio della presenza al loro interno di investimenti obbligazionari (fatti in precedenza) con cedole più elevate rispetto a quelle vigenti espresse dal mercato, mentre – come detto – si adeguano con gradualità al nuovo assetto di mercati caratterizzati da una risalita dei tassi di interesse.
Concetti questi che devono però tener conto dei volumi di raccolta effettuati dalle compagnie in tali frangenti; una consistente raccolta effettuata in periodi di discesa dei tassi di interesse tende infatti ad “annacquare” velocemente i rendimenti insiti nel portafoglio già esistente, mentre un’analoga consistente raccolta effettuata in periodi di risalita dei tassi di interesse tende a favorire un più veloce adeguamento dei rendimenti della Gestione Separata a quelli vigenti espressi dal mercato.

 

Come anche evidenziato nell’ultima pubblicazione ANIA del 28 maggio 2024 (Ania Trends Nuova Produzione Vita), nel mese di aprile 2024 la nuova produzione di polizze vita individuali raccolta in Italia dalle imprese italiane e dalle rappresentanze di imprese extra-U.E., comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a € 7,5 mld, in significativo aumento rispetto all’analogo mese del 2023 (+41,2%), quando il volume di nuovi affari registrava un decremento annuo dell’11,5%. Nei primi quattro mesi del 2024 i nuovi premi vita emessi sono stati dunque pari a € 29,5 mld, il 16,2% in più rispetto all’analogo periodo del 2023, quando si osservava invece un calo annuo del 7,3%. Relativamente ai premi distinti per ramo, nel mese di aprile, il volume di nuovi premi di ramo I afferenti a polizze individuali è stato pari a € 5,3 mld (il 71% dell’intera nuova produzione vita), in crescita del 28,8% rispetto all’analogo mese del 2023. In aumento anche la raccolta dei nuovi premi di polizze di ramo V rispetto al mese di aprile 2023 (+43,0%). Numeri questi che dimostrano l’interesse degli investitori verso il comparto Vita, e l’ampia scelta messa a disposizione delle Compagnie.

 

Sei interessato a valutare queste tipologie di strumenti per i tuoi investimenti personali o quale impiego della liquidità aziendale? Contattaci, saremo lieti di metterti a disposizione la ns esperienza/soluzioni su tale materia.

Scrivici all’indirizzo comunicazioni@globalbroker.it

 

A cura di Global Broker