Si parla di emergenza ambientale quando un evento mette a repentaglio le matrici ambientali – aria, acqua e suolo – e richiede misure straordinarie e urgenti per gestire le possibili conseguenze, minimizzare i danni e favorire il ripristino delle normali condizioni dell’ambiente.
Quando si parla di danni ambientali non ci si riferisce solo ai grandi eventi (si pensi al disastro di Seveso, o a Fukushima) ma anche semplicemente ad una cisterna che perde e rilascia lentamente sostanze inquinanti, o una cantina che perde vino, che sversato nel terreno, nel sottosuolo e poi nella falda acquifera, altera il corso d’acqua a causa di sostanze zuccherine, non nocive di per sé, ma che possono determinare la morte degli organismi viventi dello stesso corso d’acqua.
Anche la re-immissione in un fiume dell’acqua utilizzata per il raffreddamento di un impianto può provocare un ingente danno ambientale.
Gli eventi che possono causare un inquinamento sono diversi e molteplici:
- un incendio;
- un evento naturale (alluvione, allagamento, terremoti);
- un evento doloso di terzi;
- un errore da parte di un dipendente o di ditte appaltatrici;
- il malfunzionamento di un impianto con sversamento di sostanze inquinanti.
Esistono poi delle esposizioni da prevedere, come gli incidenti ambientali industriali, che possono variare da esplosioni e perdite chimiche a fuoriuscite di petrolio e altro.
Nonostante questa evidenza, poche aziende dedicano particolare attenzione alla gestione e mitigazione dei rischi ambientali.
Purtroppo, queste situazioni possono verificarsi pur disponendo di un solido piano di prevenzione e mitigazione del rischio. Ad esempio, un evento meteorologico grave o un terremoto potrebbero causare danni a un impianto di produzione malgrado fossero stati gestiti tutti i rischi, con conseguenti fuoriuscite di sostanze chimiche o esplosioni.
In queste circostanze è nell’interesse di un’azienda disporre di un piano di risposta alle emergenze ben sviluppato, oltre al supporto di consulenti di fiducia per il rischio ambientale.
Come si è evoluta la normativa sul rischio ambientale?
Quale ruolo giocano le coperture assicurative?
Le coperture assicurative assumono in questo specifico rischio un ruolo assolutamente strategico in quanto trasferiscono il rischio finanziario legato al danno ambientale che può anche tradursi in un danno di importo particolarmente elevato e che può compromettere la stabilità finanziaria dell’Azienda.
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PERCHÉ Ѐ IMPORTANTE AVERE UN DISASTER RECOVERY PLAN IN AZIENDA?
Il Disaster Recovery (DR) si definisce come:
l’insieme di risorse ed attività atte a ripristinare le infrastrutture ed i servizi critici di una organizzazione a seguito di una grave interruzione dell’attività
Il Disaster Recovery Plan (DRP) è invece:
il documento approvato dalla Direzione che definisce in via preventiva le risorse, azioni, e dati necessari per gestire nella maniera più efficiente ed efficace possibile l’intervento di ripristino a seguito di un sinistro.
Quali sono le loro differenze specifiche?
Perché è importante avere un Disaster Recovery Plan in 5 punti:
Il DRP consente infatti di individuare le azioni che, se messe in atto rapidamente, consentono di contenere il danno diretto ai beni in caso di sinistro.
L’incapacità dell’Azienda, a causa di un evento, di far fronte agli obblighi assunti e di mantenere fede agli accordi stipulati, potrebbe minacciare la credibilità dell’Azienda stessa e causare perdita di clienti o di partnership strategiche.
Il DRP consente l’eliminazione dei tempi morti tra le differenti fasi del processo decisionale e di eventuali scelte inefficienti dettate dall’urgenza, consentendo un minor fermo di produzione.
In caso di processi chimici, l’evento potrebbe favorire la diffusione nell’ambiente sostanze tossiche con effetti sia interni che esterni.
L’adozione di un DRP, ovvero la reazione efficace e tempestiva ad un evento negativo, può favorire l’accrescimento della notorietà e posizionamento del marchio aziendale.
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ANIA: nuova produzione vita
Come evidenziato dalla pubblicazione ANIA anno XX n° 09 Novembre 2024, nel mese di settembre 2024 la nuova produzione di polizze vita individuali è stata pari a 6,210 mld di euro, in aumento del 19,1% rispetto all’analogo mese del 2023, quando il volume di nuovi affari registrava un incremento annuo del 7,4%. Da gennaio i nuovi premi vita emessi sono stati pari a 64,409 mld di euro, il 20,7% in più rispetto all’analogo periodo del 2023, quando si osservava invece un calo annuo del 3,7%.
Fonte: ANIA
Relativamente ai premi distinti per ramo, nel mese di settembre 2024 il volume di nuovi premi di ramo I è stato pari a 4,067 mld di euro – 2/3 dell’intera nuova produzione vita – in calo del 4,7% rispetto all’analogo mese del 2023.
Molto positivo invece il trend della raccolta dei nuovi premi delle polizze di capitalizzazione di ramo V, in forte rialzo rispetto al mese di settembre 2023, raggiungendo da inizio 2024 un totale di 356 mln di euro, con un incremento del 29,4%.
Da evidenziare inoltre l’andamento della nuova produzione delle polizze unit linked di ramo III, con una raccolta pari a 2,063 mld di euro ed un incremento del 123,2% rispetto al mese di settembre 2023.
Fonte: ANIA
Relativamente ai premi ai premi distinti per tipologia di premio e per canale distributivo, da gennaio le polizze a premio unico hanno continuato a costituire la scelta maggiormente utilizzata dai contraenti, per una quota pari al 96,2% del totale in termini di premi.
Cosi come da gennaio la maggior parte della nuova produzione è derivata dalla raccolta effettuata dagli sportelli bancari e postali, ai quali afferisce il 69,3% dei nuovi premi emessi, con una variazione positiva del 17,5% rispetto ai primi 9 mesi del 2023.
Numeri questi che dimostrano l’interesse degli investitori verso il comparto Vita – in primis verso i prodotti di ramo I e V legati ad una Gestione Separata – e l’ampia scelta messa a disposizione da parte delle Compagnie.
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POLIZZE PARAMETRICHE: cosa sono e che caratteristiche hanno

Si parla spesso e sempre più di “Polizze Parametriche”, coperture innovative proposte dal settore assicurativo. Ma cosa sono nella realtà, e che caratteristiche hanno? Le polizze parametriche, a differenza delle polizze tradizionali, sono coperture basate su indicatori predefiniti – parametri o indici – che possono essere oggettivamente misurati o calcolati, come ad esempio l’intensità di un terremoto o la quantità di pioggia caduta.
La polizza prevede in caso di sinistro un risarcimento stabilito a priori, e si attiva automaticamente quando l’indice o il parametro esterno e oggettivo – fornito da un provider terzo, detto anche “oracolo” – supera una determinata soglia (trigger), anch’essa prestabilita.
Il risarcimento avviene dunque in modo rapido e senza incertezze, non essendoci la necessità delle usuali procedure di valutazione dei danni fisici. Un aspetto certamente importante questo, specialmente nelle situazioni di emergenza.
Recente l’utilizzo delle polizze parametriche anche per tutelarsi in caso di cancellazioni/ritardi di voli aerei, attacchi informatici e pandemie.
Con l’aumento delle frequenza e della intensità di eventi estremi, le polizze parametriche stanno quindi diventando una risposta innovativa e flessibile per proteggere le persone e le imprese, in modo tempestivo e mirato.
Quello che è certo è che le soluzioni assicurative necessitano di una approfondita comprensione da parte degli assicurati, in quanto pur in presenza di un effettivo danno (ad esempio causato da un terremoto di magnitudo 5) l’esborso della compagnia di assicurazioni potrebbe non esserci per mancata sussistenza dell’intensità dell’evento previsto (es. terremoto di magnitudo 6).
Un ruolo chiave nello sviluppo delle polizze parametriche, come detto, è rappresentato dagli “oracoli”, soggetti terzi e indipendenti che certificano l’effettivo accadimento di un evento (es. terremoto). Hanno una doppia valenza: da una parte infatti sono lo strumento che supporta le compagnie di assicurazioni nel pricing attraverso l’analisi dei dati storici, dall’altra segnalano in tempo reale se ha avuto luogo l’evento “trigger” che può attivare la prestazione prevista nel contratto.
UN CASO REALE
Come evidenziato da Swiss Re, nel 2020, il Marocco – uno dei Paesi più esposti ai rischi geologici e climatici – ha introdotto un fondo di solidarietà per i danni alla persona e la perdita della residenza primaria, riassicurato attraverso una copertura parametrica contro i terremoti in base al livello di intensità dello scuotimento.
Il terremoto del settembre 2023 è stato un importante test per questo prodotto parametrico: il Governo ha ricevuto un pagamento di 275 milioni di dollari per assistere la popolazione non assicurata.
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LA SALUTE Ѐ UN LUSSO?
Cittadinanzattiva, attraverso il III Rapporto civico sulla salute, ha voluto analizzare ancora una volta il grado di esigibilità degli elementi fondanti del Servizio sanitario nazionale – universalità, solidarietà ed equità, intesa come “l’assenza di differenze ingiuste ed evitabili” – e cogliere e restituire la sua complessità organizzativa e la capacità da parte delle Regioni di fornire risposte in termini di servizi e assistenza ai cittadini.
L’obiettivo della pubblicazione è quello di mostrare come si traduce oggi il diritto alla salute dei cittadini nel complesso sistema del federalismo sanitario.
Nel Rapporto vengono analizzate e approfondite le macroaree relative a:
- accesso alle prestazioni,
- accesso ai farmaci,
- prevenzione,
- assistenza sanitaria territoriale,
- assistenza ospedaliera,
- sicurezza delle cure.
Ci sono inoltre due integrazioni con focus su innovazione e digitalizzazione in sanità e fragilità e non autosufficienze.
Dal rapporto emerge una realtà preoccupante: molti italiani sono costretti a rinunciare alle cure non solo per problemi economici, ma anche per le lunghe liste d’attesa e difficoltà di accesso alle strutture sanitarie.
La quota delle persone che hanno dovuto fare a meno delle cure ammonta infatti al 7,6% dell’intera popolazione nel 2023, in aumento rispetto al 7,0% dell’anno precedente. Ben 4,5 mln di cittadini hanno dovuto rinunciare a visite o accertamenti per problemi economici, lunghe liste di attesa o di difficoltà di accesso, anche territoriale.
La quota della rinuncia alle prestazioni sanitarie cresce con l’aumentare dell’età: partendo dall’1,3% rilevato tra i bambini fino ai 13 anni, la quota mostra un picco nell’età adulta tra i 55-59enni, dove raggiunge l’11,1%, per restare elevata tra gli anziani di 75 anni e più (9,8%).
Si confermano inoltre le ben note differenze di genere: la quota di rinuncia è pari al 9,0% tra le donne e al 6,2% tra gli uomini, con un divario che si amplia ulteriormente nell’ultimo anno per l’aumento registrato tra le donne adulte.
Per quanto riguarda il territorio, l’incremento del 2023 rispetto all’anno precedente si concentra soprattutto al Centro (dal 7,0% all’8,8%) e al Sud (dal 6,2% al 7,3%), mentre il Nord con 7,1% mantiene lo stesso livello del 2022.
La Sardegna, con i più alti tassi di rinuncia già nel 2019 (11,7%), continua purtroppo ad aumentarli (13,7% nel 2023), pur avendo parzialmente recuperato il livello più elevato mai raggiunto da una Regione, ossia il 18,3% del 2021.
Il Rapporto quantifica infatti un decremento medio dell’8% del numero totale di prestazioni erogate, con un minimo lo scarto in Lombardia e in Toscana (-2%), seguite dall’Emilia Romagna (-3%). Ben 14 Regioni mostrano però percentuali superiori alla media nazionale, con picchi di -25% in Sardegna, -27% e -28% in Valle d’Aosta e nella Provincia di Bolzano.
È soprattutto sul fronte delle prime visite erogate che i sistemi regionali arrancano: esse sono infatti diminuite mediamente del 10%. Tanto per capire la gravità del fenomeno, in Sardegna, a fronte di un incremento di prime visite prescritte del 58% rispetto al 2019, quelle erogate sono diminuite del 35%.
In questo scenario, una copertura sanitaria integrativa può fare la differenza, garantendo un sostegno prezioso, facilitando l’accesso a cure tempestive e adeguate, per proteggere il bene più prezioso: la salute.
Non aspettiamo di trovarci in difficoltà per riflettere sulle possibili soluzioni. Valutiamo insieme come tutelarci al meglio!
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